ORSI ITALIANI MAGAZINE


L'operaio

Un racconto di: Mark J. Arkluck

 

7:40 di mattina

Il cielo è terso, l'aria frizzante nonostante sia maggio inoltrato. Paolo come ogni mattina si incammina verso l'ingresso della fabbrica per timbrare il cartellino. Ormai non fa più caso ai gesti, tanto rituali sono diventati per l'abitudine.

Sta per passare il cartellino nella macchina quando una figura sbucata dal nulla lo sorpassa e timbra prima di lui.

I sensi di Paolo si risvegliano subito quando si rende conto di cosa ha appena visto: un braccio umano che di umano ha poco, tanto è ricoperto da un pelo scimmiesco. Alza lo sguardo e ha una delle visioni più arrapanti della sua vita: l'uomo più peloso della terra davanti ai suoi occhi, che gli sorride e gli chiede scusa. L'erezione è immediata e incontenibile, ma i jeans nascondono alla meglio.

- Ciao, mi chiamo Giancarlo, sono il nuovo tornitore. Scusa se ti ho spaventato, non sembravi intenzionato ad entrare...

- Non ti preoccupare. Piacere, sono Paolo, dell'ufficio tecnico. E' ancora notte per me, ci vuole un po' per svegliarmi...

- Beh, io vado allore. Ciao!

- Ciao, a dopo.

Roba da non credere. Quegli uomini che vedi in giro sulla Rete non sono niente al confronto. Due braccia nere dal pelo e due mani inguardabili, il pelo del petto che continua SUL COLLO fino a SORPASSARE la barba e che spunta sulla nuca dalla camicia!

Paolo non riesce a pensare ad altro. Entra in ufficio e non trova nessuno. L'eccitazione è troppa per essere repressa tutto il giorno, quindi entra in bagno e si masturba. Non l'ha mai fatto nel bagno della ditta, prevalentemente per la paura di essere scoperto. Ma oggi è ancora presto e tra la visione di quel maschio esemplare e il luogo insolito viene presto e copiosamente.

 

8:00 di mattina

La sega ha placato l'eccitazione ma non ha cancellato quella celeste visione. I colleghi iniziano ad occupare i rispettivi posti e Paolo già non riesce a pensare ad altro che allo scimmiottino che si aggira per l'officina...

 

8:45 di mattina

Paolo non ce la fa più. Ha lavorato pochissimo e male, non riesce a concentrarsi e fa continuamente errori. Decide di interrompere un attimo e di farsi due passi per schiarirsi le idee.

Entra in officina e meccanicamente si incammina proprio verso la zona dei torni.

- Ciao Paolo! - si sente urlare nel rumore generale.

Paolo si volta di scatto e una morsa gli prende lo stomaco. Giancarlo è lì, con la sua tuta da lavoro aperta sul petto e la savana di peli che spunta dalla scollatura. Deglutisce e cerca di rispondere, ma sente il cazzo pulsare nei boxer e le guance arrossarsi.

- Ciao... - mormora.

- Fa un gran caldo oggi - dice Giancarlo passandosi una mano unta sul collo.

- Sì, proprio caldo - replica Paolo senza convinzione.

- Questa pelliccia poi non mi aiuta - dice scherzando Giancarlo.

- Scusa?

- Sì, dicevo che tutto il pelo che mi porto addosso non mi fa certo fresco...

Paolo non risponde, imbarazzato, arrossisce ancora di più.

- Anche tu mi sembri pelosetto - ironizza Giancarlo strizzando l'occhiolino.

- Sì, me la cavo.

- Sai che molte donne lo considerano sexy? Purtroppo quando è eccessivo come nel mio caso...

- Che cosa?

- ... spesso suscita ribrezzo.

- Mah.

- ... però ci sono uomini che farebbero pazzie per un corpo come il mio...

- Ehhh?

- Ma dai, scherzavo! Comunque è vero. Mai sentito parlare di orsi?

- No... Cioè sì, gli animali...

- No, questi sono uomini grossi e pelosi, orsi appunto...

- Gay?

- Sì, ma che c'è di male?

- Nulla, solo così... Beh, ci si vede.

- Ciao!

 

Dopo questa conversazione "piccante" Paolo fa un'altra tappa in bagno, ma non nel bagno dell'ufficio, nel bagno degli operai... Vuoi mai che qualcuno lo scopra a masturbarsi...

 

Ore 9:00

Paolo ha appena finito di pulirsi l'uccello quando sente la porta del bagno chiudersi. Si chiude la lampo dei pantaloni ed esce per lavarsi le mani,

- Oh, chi si vede - lo apostrofa Giancarlo.

- Eila - risponde Paolo.

- Cosa ci fai nel bagno degli operai?

- Ma scusa, non è un bagno qualunque?

Senza aspettare risposta Giancarlo si sfila la parte superiore della tuta, restando a torso nudo. Paolo crede di svenire. Davanti a lui il corpo umano più villoso che si possa immaginare. Si scorge appena il colore della pelle, tutto è sfumato da un groviglio DELIZIOSO di peli.

- Lo so che ti piace...

- ......

Paolo è senza parole. Il cuore gli batte all'impazzata nel petto e lo stomaco è preso in una morsa di desiderio e lussuria. Giancarlo gli si avvicina tranquillo, probabilmente ha già visto quella reazione in tanti uomini... Inizia a sbottonargli la camicia. Paolo vorrebbe reagire ma è rapito da quella meraviglia della Natura che ha davanti.

- Poco pelo ma tanta carne - osserva Giancarlo sarcastico scoprendo la discreta peluria di Paolo sul suo ventre da gestante.

- Così giovane e già così grasso... Con un po' di impegno potresti diventare un bel bue...

A questo punto Paolo non ce la fa più. Si libera della camicia e afferra Giancarlo per le spalle. Il contatto delle mani con quella peluria animalesca provoca in lui un'erezione eccezionale e dolorosa.

- Vieni con me - sussurra Giancarlo, e lo sospinge nel bagno in fondo a destra, richiudendosi la porta alle spalle.

- Sei pazzo! E se qualcuno entra e ci sente? - mormora Paolo eccitato.

- Io tengo la bocca chiusa di solito... per te provvederemo - gli risponde Giancarlo.

Si sfila i pantaloni e gli slip, rivelando un discreto arnese di officina.

- Non ti do ancora il biberon perchè devo prima inaugurarti l'intestino, ti presto l'astuccio per il momento...

Giancarlo prende gli slip e inizia ad spingerli in bocca a Paolo. Il ciccione all'inizio è disgustato, poi inizia a sentire il sapore di uomo in bocca e accetta di buon grado questa imbottitura. Paolo è inebetito, sente che stà per succedergli qualcosa di straordinario e aspetta immobile che il suo abile e uccelluto amico si dia da fare. Non deve aspettare molto perchè Giancarlo, con estrema dolcezza, lo fa girare su se stesso e gli fa appoggiare le mani alla parete. Gli divarica poi le gambe e inizia a scoprirgli il culo.

- Hai un buco peloso da paura! - esclama Giancarlo - ti dispiace se gli do una leccatina?

Senza aspettare risposta Giancarlo inizia a torturare il foro di Paolo penetrando e leccando con linguate espertissime.

- Ora ti semino - annuncia Giancarlo sottovoce, iniziando a premere la punta del cazzo sul buco del culo umido di saliva.

Il ventre di Paolo è un groviglio di filo spinato, la punta rovente del cazzo di Giancarlo una lancia che sta per aprirgli in due l'orizzonte...

- Non mi fare male... - mormora Paolo, ma il suo tono significa tutto il contrario.

Giancarlo con un colpo di reni piazza la sua verga fino alle palle nelle viscere di Paolo, che dopo il primo attimo di dolore sordo inizia già a gustare il piacere di essere posseduto.

- Ti piace vero? - mormora Giancarlo.

Paolo per tutta risposta stringe lo sfintere e cerca di attirare ancora più in sè il bastone di Giancarlo, che per tutta risposta affonda le sue dita pelose nel ventre lardoso di Paolo.

I due continuano questa guerra fatta di reticenze/violenze per circa cinque minuti, al termine dei quali Giancarlo, soffocando un urlo di puro piacere, svuota la riserva di seme nel retto del collega. Paolo, come ridestato dallo sperma ricevuto, sfila il cazzo ancora duro dal suo culo, sputa gli slip e impone a Giancarlo un cambio di ruoli. Giancarlo dapprima è restio, ma conscio di non poter proprio dire di no si mette mani al muro e gambe larghe in attesa della meritatissima inculata.

Inculata che non tarda ad arrivare. Lo spettacolo che Paolo ha davanti lo farebbe rizzare ad una donna, e infatti l'arnese di Paolo è duro come una roccia in un secondo. Paolo afferra le natiche pelose del tornitore e si avvicina lancia in resta trafiggendo il bersaglio senza pietà. Ora suo ventre si sfrega contro quella schiena scimmiesca e l'eccitazione cresce fuori di ogni controllo. Giancarlo si sente posseduto da quel pantagruelico ventre e brividi di lussuria gli percorrono la schiena.

Paolo non ci mette molto a venire, del resto chi resisterebbe a lungo con un tal "oggetto del desiderio" a portata di glande... Lo inonda di seme e lo stringe a sè sollevandolo da terra. Giancarlo sembra inerme, trafitto, inseminato, posseduto.

I due restano lì, scultorei, in un abbraccio che non dovrebbe mai finire.

 

(continua)

 


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